Fotovoltaico

Lo Scambio Sul Posto è un Incentivo ?

Fotovoltaico e Scambio Sul Posto

Lo scambio sul posto è un meccanismo che esiste in Italia per rimborsare l’energia elettrica immessa nella rete pubblica dagli impianti che producono energia elettrica da fonte rinnovabile come il fotovoltaico, l’idroelettrico o un impianto di cogenerazione.
Solitamente questi impianti si costruiscono per autoconsumare l’energia prodotta, ma può capitare alle volte di non avere sufficienti “elettrodomestici” accesi per consumarla tutta, così quota parte finisce in rete. Con gli impianti fotovoltaici è una situazione che accade molto più spesso di quanto si creda : nelle abitazioni accade quando gli inquilini sono assenti, ad esempio nei periodi di vacanza ; negli stabilimenti solitamente succede nei fine settimana.

Il contratto di Scambio sul Posto, in tutti questi casi, paga al produttore l’energia immessa in rete, per non rendere vano il funzionamento dell’impianto fotovoltaico.
Il proprietario dell’impianto infatti, in assenza di un qualunque ritorno economico, ad esempio potrebbe decidere di spegnerlo nelle ore in cui è assente. Ma in questo modo diminuirebbe la quantità di energia elettrica presente nella rete nazionale, energia che dovrebbe immediatamente essere integrata con quella prodotta da impianti tradizionali, come ad esempio le centrali a carbone.

 

Lo scambio sul posto è un incentivo ?

Ufficialmente lo Scambio sul Posto non fa parte degli incentivi per le fonti rinnovabili, come ad esempio le tariffe in Conto Energia, che premiano l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici, ma agli effetti pratici è come se fosse un incentivo.
Economicamente, infatti, il contributo in conto scambio è molto più elevato del prezzo dell’energia elettrica, tanto che in alcuni casi può vale anche il triplo del prezzo dell’energia sulla borsa elettrica (quello che che viene riconosciuto ai produttori “industriali”).
Questo perché lo Scambio sul posto, dal punto di vista fiscale, è una “compensazione” alle spese della bolletta elettrica, quindi il sistema cerca di compensare non solo la quota energia dei propri consumi ma anche quota parte delle spese generali (oneri di rete, ecc).

 

Lo Scambio sul Posto è obbligatorio ?

No, lo Scambio sul Posto è semplicemente un contratto (che si stipula con il GSE, l’ente che gestisce gli incentivi per le rinnovabili e per l’efficienza energetica), pertanto nessuno può essere obbligato a sottoscriverlo.
Resta comunque il fatto che un produttore di energia elettrica, in assenza di un qualunque contratto, si troverebbe nella paradossale di “regalare” alla rete parte dell’energia prodotta.

L’alternativa sarebbe di vendere l’energia nella borsa elettrica, ma il prezzo che si riceve con lo Scambio sul Posto è molto più conveniente, ad esempio 15 centesimi per kWh rispetto ai 5 centesimi che si trovano mediamente nel mercato elettrico (il PUN, Prezzo Unico Nazionale).

 

Lo Scambio sul Posto NON compensa i kWh in bolletta.

Esatto ! Era così in passato, cioè nella prima versione dello Scambio in vigore nel 2006.
La prima versione dello scambio sul posto era molto comoda per gli utenti “produttori”, soprattutto domestici, perché si concretizzava direttamente sulla bolletta, senza necessità di pagamenti di qualunque genere. Ma questo sistema di scambio nel 2008 è stato aggiornato.

 

Perché è stata eliminata la compensazione dei kWh in bolletta ?

Nel 2008 lo Scambio sul Posto, dopo circa 2 anni di attività, si è dimostrato incompatibile con la liberalizzazione del mercato elettrico, soprattutto per via degli autoproduttori che, grazie al fotovoltaico, stavano aumentando esponenzialmente, quindi è stato modificato.
Questi produttori inoltre non partecipavano ai costi di esercizio della rete pubblica, che faceva per loro da “accumulatore” in modo praticamente gratuito, a scapito degli altri utenti.

 

Come funziona lo Scambio Sul Posto oggi ?

Lo scambio sul posto attuale è entrato in vigore il 1 Gennaio 2009.
Si basa sul conteggio annuale dell’energia immessa in rete (cioè quella che avete prodotto ma non avete consumato internamente), che viene poi “valorizzata”, cioè trasformata in denaro.

Dal punto di vista fiscale il contributo dello scambio sul posto non è un guadagno, ma è un rimborso rispetto alla spesa che avete avuto con la tradizionale bolletta. Pertanto non serve aprire la Partita IVA o comunque avere una azienda, per vedersi rimborsata l’energia immessa in rete.

 

Lo Scambio Sul Posto è compatibile con la Detrazione Fiscale ?

Per gli impianti fotovoltaici domestici, essendo il contributo in conto scambio ma una compensazione alla spesa sostenuta per i consumi, non si tratta di un reddito né un incentivo all’installazione dell’impianto, quindi è assolutamente compatibile.

Ricordo inoltre che il beneficiario del contributo in conto scambio è l’intestatario della bolletta elettrica (inquilino), mentre il beneficiario delle detrazioni fiscali per l’installazione di un impianto fotovoltaico domestico è il proprietario dell’immobile : possono anche non essere la stessa persona !

 

Chi può accedere allo SSP ?

Lo Scambio sul posto è destinato a tutti gli utenti, domestici o aziendali, che hanno installato un impianto che produce energia al fine di alimentare il proprio impianto elettrico,  e quindi realizzato per autoprodursi parte dell’energia della quale hanno bisogno.
Per accedere allo SSP, è necessario :

  • Avere un impianto alimentato da fonti rinnovabili (fotovoltaico, idroelettrico, ecc), ma con potenza nominale inferiore a 200 kW.
    oppure
  • Avere un impianto di cogenerazione ad alto rendimento con potenza nominale inferiore a 200 kW.

 

Chi contabilizza l’Energia Elettrica immessa in rete ?

Quando installate un impianto che produce energia elettrica nella vostra attività o abitazione, la società di distribuzione installa al posto del contatore normale, un contatore bidirezionale.
Serve infatti un misuratore che sia in grado di distinguere il verso dell’energia elettrica, e contabilizzare separatamente l’energia prelevata dalla rete (i consumi) da quella immessa nella rete (la produzione non consumata).
La raccolta di questi dati spetta appunto alla società di distribuzione elettrica, che tipicamente li raccoglie NON MENSILMENTE, come fanno le bollette ordinarie, ma il Gennaio dell’anno successivo.

 

Riferimenti Normativi

Delibera ARG/elt 74/08 – Testo integrato delle modalità e delle condizioni tecnico-economiche per lo scambio sul posto (TISP)

http://www.autorita.energia.it/it/docs/08/074-08arg.htm