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Fotovoltaico, attenti alla soglia dei 20kW

Pochi sanno che gli impianti di produzione elettrica oltre i 20kW hanno oneri fiscali e gestionali da tenere in considerazione.

La scelta della potenza di un impianto fotovoltaico non dovrebbe essere presa troppo alla leggera.

Oggi gli impianti non sono più incentivati, pertanto la potenza dovrebbe sempre essere scelta in modo da “pareggiare” la produttività annuale con i consumi annuali.

Ad esempio se il vostro consumo annuale, desumibile dalla bolletta elettrica, è di circa 30.000 kWh (chilowattora), dovreste scegliere un impianto fotovoltaico che abbia una produttività su base annua simile a questo valore.

Per produrre questa quantità di energia in una città del Nord Italia (ad esempio Milano o Treviso), ci vuole un impianto fotovoltaico da circa 23kWp (chilowatt picco).

Questo calcolo è facilmente desumibile facendo qualche tentativo con il portale europeo degli impianti fotovoltaici PVGIS (Link qui).

Sembra tutto molto semplice (soprattutto se avete una falda molto spaziosa da poter ospitare questo impianto), ma nel dimensionare impianti di produzione di energia non ci si può limitare a fare dei calcoli di tipo “elettrotecnico”: bisogna fare anche le valutazioni economiche e fiscali.

L’impianto in questione infatti, oltrepassando la soglia dei 20kW, esce da quella soglia di esenzione al di sotto della quale non ci sono oneri di tipo “fiscale”.

Oltre i 20 kW infatti, gli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (fotovoltaici, eolici, idroelettrici, biogas, ecc) sono gravati di impegni di tempo e di denaro, riassumibili come segue:

  • Pratica di denuncia di officina elettrica da fare prima dell’attivazione presso l’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Dogane;
  • Pagamento del canone annuale (circa 23€)
  • Vidimazione del Registro annuale dei contatori presso l’Agenzia delle do
  • Compilazione del registro, appuntando a mano il valore dei contatori elettrici di produzione e di scambio (generalmente 1 volta alla settimana)
  • Presentazione telematica, a marzo di ogni anno, della Dichiarazione dei Consumi elettrici, operazione piuttosto complessa che generalmente si deve affidare ad un professionista del settore.

Tutte queste cose potrebbero gravare nel complesso dei costi di gestione dell’impianto per una media di circa 1000€ l’anno.

E’ un dato preso per eccesso, che va valutato caso per caso, ma nei piccoli impianti questa cifra può spostare facilmente l’ago della bilancia.

Ad esempio, considerando che con 1000€ si acquistano dalla rete circa 5000kWh, significa che è controproducente realizzare un impianto fotovoltaico con potenza tra i 20 e 25 kW, perché il risparmio in bolletta si traduce in oneri “fiscali” dovuti al fatto che abbiamo oltrepassato i 20kW.

Questo calcolo è comunque di larga massima e soprattutto non comprende i costi di ammortamento dell’impianto, ecco perché dovrebbe essere visto volta per volta a seconda dei casi.

Conclusione

In base a quanto esposto ritengo che non sia conveniente, con l’attuale normativa, realizzare impianti di produzione da fonti rinnovabili come ad esempio gli impianti fotovoltaici, nella fascia di potenza da 20kW a 40kW.

Realizzare un impianto di pochi kW di potenza maggiore dei 20kW, implica oneri (economici e burocratici) che non giustificano l’investimento, soprattutto se l’impianto è in realizzato in micro-aziende artigianali o agricole, dove le perdite di tempo per seguire la burocrazia diventano delle vere e proprie scocciature.

Preciso comunque che la soglia dei 40kW è un valore indicativo, di larga massima. Un numero tondo facile da ricordare.

Nessuno vieta di realizzare impianti idroelettrici ad esempio da 28kW o impianti fotovoltaici da 36 kW, ma sono valori di potenza che comportano degli extra-costi amministrativi per i quali bisogna valutare se “il gioco vale la candela”.

Per quanto riguarda invece le medie e grandi grandi aziende, la fascia di non convenienza potrebbe restringersi a circa 20…30kW, ma solo nel caso sia già presente personale “tecnico” adatto a seguire queste pratiche.

Per certi versi questi oneri, che gravano nella gestione annuale dell’impianto fotovoltaico, pongono una sorta di barriera oltre la quale non ha senso realizzare impianti oltre i 20kW per gli utenti domestici.

Quindi, detta in breve, la soglia dei 20kW separa gli impianti fotovoltaici “domestici e similari” da quelli industriali, ma realizzare un impianto industriale poco sopra questa soglia non è conveniente.

Ecco perché per identificarli è buon senso utilizzare la soglia dei 40kW.