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Nuove tariffe, risparmi in arrivo

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Novità per la bolletta dell’energia elettrica ad uso domestico.

Dopo anni di battaglie (anche del sottoscritto), finalmente dalle tariffe viene abolita la struttura a scaglioni e vengono liberalizzate le possibilità di scelta per la potenza del contatore.
E’ l’Autorità dell’Energia Elettrica e del Gas che con una riforma iniziata nel 2016 pone fine alle astrusità tutte italiane, vigenti fin dalla crisi del petrolio degli anni ’70, sia per allineare gli utenti residenziali al restante mercato elettrico, sia per realizzare la completa liberalizzazione del settore, com’è da tempo negli altri paesi europei.
Ma la domanda che sorge spontanea è : ma quanto pagheremo con le nuove tariffe ? Si pagherà uguale, di meno o di più ?
Da alcuni calcoli che ho fatto simulando degli utenti “tipo”, direi che le notizie sono più che positive, soprattutto dal 1 Gennaio 2017, giorno nel quale è entrata in vigore la parte più “corposa” della riforma.
Vediamo in sintesi le cose che cambiano.

Il vecchio sistema

La vecchia tariffa per gli utenti domestici prevedeva che il costo dell’energia elettrica non fosse costante, ma aumentasse man mano che i consumi aumentavano, una sorta di penalità per chi consumava troppo e agevolazione per chi consumava poco.
Questo sistema era profondamente sbagliato perché il troppo e il poco non avevano nessuna logica; ad esempio si penalizzavano gli utenti non serviti dalla rete del metano per il riscaldamento, e che quindi dovevano ricorrere ad una pompa di calore (o ancora peggio, ad una caldaia a gasolio).
In pratica si applicavano prezzi “agevolati” a chi consumava poco nell’arco dell’anno (ad esempio una seconda casa), a scapito di aveva consumi alti; a questi ultimi venivano infatti applicati dei prezzi “fuori mercato” che poi servivano per sussidiare gli utenti con i bassi consumi.
Se lo scopo era quello di aiutare famiglie in difficoltà con il pagamento delle bollette elettriche, questo sistema di sussidi incrociati è stato superato nel 2008, anno nel quale è stato introdotto il Bonus Elettrico, un rimborso che viene assegnato agli utenti con un basso reddito. Tutta la struttura tariffaria a scaglioni non aveva quindi più alcun senso.

Il vecchio sistema, inoltre, applicava una forte penalizzazione a chi stipulava un contratto diverso da quello “standard” da 3kW, con prezzi completamente fuori mercato sia per l’energia elettrica che per il “fisso” mensile.

La riforma

La riforma delle tariffe domestiche, attuata dall’Autorità per l’Energia, è stata concepita per impattare nel modo più graduale possibile sugli utenti, pertanto è stata suddivisa su 3 fasi: la prima è partita nel Gennaio 2016 con dei piccoli interventi, la seconda più corposa il 1 Gennaio 2017, e l’ultima con l’abolizione completa degli ultimi scaglioni, che si attiverà il 1 Gennaio 2018.
Informazioni in proposito si trovano nel sito http://www.autorita.energia.it/it/schede/C/faq-riftariffe.htm

Le novità dal 2017

Dal 1 Gennaio 2017 la riforma entra nella sua fase più importante : innanzi tutto gli utenti domestici vengono fondamentalmente divisi in utenti residenti e non residenti, mentre la potenza contrattuale viene completamentre svincolata dai prezzi dell’energia. Questo significa che il classico contratto da 3kW non è più “standard” e non gode più di nessuna tariffa agevolata.
Nelle tariffe permangono ancora due scaglioni di consumo (nel 2016 erano 3), sempre per il decorso graduale della riforma, ma la differenziazione è sempre più trascurabile.
Per contro raddoppia inoltre il costo per ogni kW di potenza contrattuale, passando dagli attuali 10€ a 21€ anno per ogni kW, pertanto il classico contratto da 3kW non cosa più 30€/anno, ma 63€. Questo svantaggio, come vedremo a breve, viene comunque controbilanciato dalla discesa delle componenti relative al trasporto ed alla distribuzione dell’energia elettrica.

La Potenza Liberalizzata

E, a proposito di riforma e liberalizzazioni, è fondamentale ricordare che ora gli utenti sono liberi di scegliere la potenza contrattuale che più gli si adatta. Si potranno quindi stipulare contratti a passi di 0,5 kW .

Scompaiono quindi i contratti prefissati (ed immutabili !) di 3kW, di 4.5 kW e di 6kW del vecchio sistema.

Una ulteriore conferma che il contratto “standard” da 3kW non esiste più; sarà pertanto possibile stipulare un contratto da 3,5kW oppure da 4kW, ecc.

Una simulazione

Per dare letteralmente dei numeri, ho fatto alcune simulazioni direttamente con i fogli Excel messi a disposizione dell’Autorità per l’Energia (Si possono scaricare da questa pagina LINK)
Ho quindi simulato 3 tipi di utenti domestici usando i prezzi della tariffa di maggior tutela monoraria per vedere  come cambiano le bollette con la vecchia e con la nuova tariffa.
Le tre tre tipologie di utenti sono : un utente “tipo” con consumo di 3000 kWh/anno, che rappresenta la famiglia media italiana, un utente con consumi bassi pari a 2000 kWh/anno, ed uno con consumi alti, di 4000 kWh/anno.
Vediamo i risultati, nei quali in rosso ho evidenziato i prezzi in aumento, in verde  i prezzi in calo.

Utente residente che consuma :

Potenza

Contratto

Tariffa 2016

Spesa annuale

Tariffa 2017

Spesa annuale

2000 kWh/anno 3

342  €

371  €
3000 kWh/anno 3 553  € 526  €
3000 kWh/anno 4 550  €
4000 kWh/anno 3 816  € 682  €
4000 kWh/anno 4 705  €
4000 kWh/anno 4,5 980  €

La simulazione comprende anche degli utenti che aumentano la potenza da 3 a 4 kW, un valore che nel 2016 non era previsto dai contratti.

Attenzione : gli importi indicati sono compresi di IVA al 10% , ma non tengono conto delle accise e naturalmente del canone radiotelevisivo (… se la tv statale venisse ceduta al libero mercato, sparirebbe dalla bolletta questa ulteriore vessazione, ma questa è un’altra storia).

Composizione

La bolletta elettrica, al netto delle accise, continua ad essere fortemente influenzata dagli Oneri di Sistema, un importo che viene destinato all’incentivazione delle fonti rinnovabili, ma anche ad altre cose che non hanno nulla a che vedere con il settore elettrico (come dimostra questo articolo “Nelle bollette elettriche i costi per salvare l’ILVA“); per il resto si può dire che cambia poco.

Marcodapra.it.ComposizioneBolletta2017

Conclusioni

Dai numeri sopra esposti (*), direi che per la stragrande maggioranza degli utenti domestici ci sono dei vantaggi.

(*) salvo errori ed omissioni; ho comunque ricontrollato i conteggi tre volte prima di pubblicarli.

 

Ma i vantaggi non sono solamente dal punto di vista economico.

Più di qualcuno, infatti, inizierà a riflettere se non sia il caso di aumentare la potenza contrattuale, visto che con 3 kW si fa veramente poco; è vero che aumenta la spesa annuale (ad esempio passando da 3 a 4 kW abbiamo 21€+IVA all’anno in bolletta, cioè 4€ a bimestre), ma ci si toglie una “palla al piede” dalla gestione quotidiana degli elettrodomestici, con i black-out improvvisi per il superamento della potenza.
Del resto nelle abitazioni degli altri paesi europei, come Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, ecc.., la potenza contrattuale parte da valori ben più elevati, tipicamente 5 kW; è quindi positivo il fatto che la riforma abbia liberalizzato finalmente anche le potenze contrattuali.