Fotovoltaico

10 Errori da non fare con l’impianto fotovoltaico

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Ormai sono migliaia le abitazioni italiane che si sono dotate di impianto fotovoltaico, ma nonostante la tecnologia sia piuttosto collaudata, si continuano a vedere e sentire le storie più disparate su errori di installazione di moduli e inverter da parte delle ditte installatrici, nonché su errori di gestione da parte dei proprietari degli impianti.

Ecco quindi un breve elenco che riporta gli errori che si sentono più spesso o quelli che causano maggiori problemi.

Prima di iniziare, tanto per evitare qualunque incomprensione, voglio precisare che qui parleremo dei moduli che trasformano l’energia del sole in elettricità grazie all’effetto fotovoltaico, mentre non ci occuperemo dei pannelli solari, quelli che servono per scaldare l’acqua con cui farsi la doccia, anche se alcuni punti… servono anche per quelli.

 

1. Lavatrice di notte

Tante persone oggi approfittando delle tariffe elettriche più vantaggiose, attivano gli elettrodomestici più “energivori” durante la notte. Una abitudine positiva, soprattutto per le tasche. I classici elettrodomestici utilizzabili in questi orari sono la lavastoviglie e d’estate il condizionatore, alle quali aggiungiamo, per chi ha la fortuna di avere uno spazio lontano dalle dalle camere da letto, la lavatrice.
Se invece avete l’impianto fotovoltaico questa abitudine va cambiata e gli elettrodomestici vanno concentrati nelle ore di sole. Semmai la vecchia abitudine di fare la lavatrice di notte potete mantenerla per i mesi invernali di Dicembre e Gennaio; nelle restanti stagioni invece cercate di spostare tutto durante il giorno.
E per chi di giorno non è a casa ?
Nessun problema, basta sfruttare la funzione “timer” degli elettrodomestici. Ad esempio prima di uscire di casa impostate il timer di partenza ritardata nella lavastoviglie in modo che inizi a lavare verso le 8.00, mentre programmate la lavatrice in modo che inizi verso le 11. E durante l’estate anche per il condizionatore cercate di attivarlo già verso le 15, anche se non siete a casa. In questo modo evitate di “surriscaldare” troppo l’appartamento e sfruttate l’energia gratis del vostro impianto fotovoltaico per rinfrescare casa e trovarvi il benessere quando rincasate.

 

2. Moduli in Ombra

p_20160917_ombre2 Avere un modulo fotovoltaico è in ombra è sempre negativo. Gli impianti fotovoltaici infatti, sono quasi tutti afflitti da un problema non di poco conto : se un modulo viene ombreggiato vengono compromesse le prestazioni di tutto l’insieme, e non solo del modulo ombreggiato.
Per fare un paragone è come se in un tandem uno dei ciclisti oltre che smettere di pedalare si mettesse anche a frenare. Oltre al danno anche la beffa. Questo perché i moduli vengono collegati elettricamente assieme come in una catena. Uno dei sistemi per scongiurare il problema è dividere l’impianto in due sezioni, dette stringhe, ma l’inverter deve essere predisposto per questa funzionalità, con ingressi distinti per ciascuna stringa. Per impianti dove le ombre sono sicure, si adottano perciò tecnologie più evolute (e costose) costituite da “microinverter”, ogni uno dei quali viene installato al di sotto di ciascun modulo fotovoltaico.

3. Impianto a NORD

Installare un impianto fotovoltaico nella falda del tetto rivolta a Nord è un errore da evitare.

Prendiamo ad esempio un impianto fotovoltaico da 3 kWp installato a Milano, con la classica inclinazione di 30 gradi. Se lo rivolgiamo a sud, produce circa 3800 kWh (chilowattora) all’anno, mentre se è rivolto a nord, produce circa 1900 kWh.

Il costo di installazione è lo stesso, ma la produttività annuale è dimezzata. Economicamente parlando, questo impianto non conviene.

Vi salvate solo se i moduli sono poco inclinati, ad esempio 10°, cioè se i moduli sono quasi orizzontali; in quel caso la differenza di produttività tra l’installazione rivolta a Sud e quella rivolta a Nord è di circa il 20%.

Piuttosto che mettere un impianto a Nord, meglio optare per un impianto Est-Ovest, ovvero spezzato in due falde: il 50% dei moduli installato nella falda rivolta a Est ed il 50% ad Ovest ; in questo modo si producono circa 3000 kWh, un valore di tutto rispetto.

Ma riprenderemo questo argomento in un altro articolo perché ha dei risvolti interessanti se si considera anche l’orario della produzione Est-Ovest lungo le ore della giornata.

 

4. Inverter Soffocato

L’inverter è quella apparecchiatura elettronica che converte la corrente elettrica generata dai moduli fotovoltaici in corrente alternata a 230 Volt.

Durante questo procedimento di conversione, l’inverter sprigiona calore che deve essere dissipato, altrimenti il dispositivo si surriscalda.

Installare l’inverter in un luogo non areato o addirittura in una soffitta può essere molto controproducente : il dispositivo di controllo interno, infatti, ha modo di misurare la temperatura e di prendere delle contromisure per evitare di bruciarsi. In pratica se la temperatura ambiente aumenta oltre determinate soglie, l’inverter per auto-proteggersi diminuisce la produzione di energia. Questo avviene solitamente nelle ore con la maggiore presenza di sole perchè sono le più calde; ossia diminuiamo la produttività dell’impianto proprio nel momento nel quale renderebbe di più.

Si dovrebbe pertanto installare l’inverter in un luogo arieggiato, ad esempio una parete in ombra, oppure una parete estera a Nord, oppure nel seminterrato, se è fresco ed areato.

Dimenticavo : non è necessario installare l’inverter in un luogo con l’aria condizionata ! Anzi è controproducente, perchè l’energia che spendete per raffreddarlo è maggiore rispetto ai benefici ottenuti.

 

5. Inverter Invisibile

App per cellulare "Elios 4 You" della 4Noks
App di monitoraggio “Elios 4 You” della 4Noks

Talvolta il padrone di casa vede l’inverter come un intralcio, un qualcosa da mettere il più nascosto possibile.

Questo è un altro degli errori molto gravi in quanto si perde la possibilità di sorvegliare l’impianto. Si potrebbe guastare e voi non ve ne accorgereste nemmeno. Vi sono proprietari di casa che hanno fatto installare l’inverter in un ripostiglio poco usato o in soffitta e poi non si sono accorti che l’inverter era rimasto spento per settimane a causa di un interruttore staccato per errore.

Sotto certi aspetti l’inverter è una macchina che vi produce un reddito : abbandonarlo al suo destino può essere un rischio. Ad esempio, il posto ideale dove installarlo è il garage, dove la sera quando rientrate a casa potete controllare se durante il giorno ha lavorato e quanto ha prodotto.

In alternativa fatevi installare un sistema di monitoraggio che vi riporti in tempo reale il funzionamento dell’impianto fotovoltaico. Solitamente questi sistemi trasferiscono i dati istantanei  su un tablet via Wi-Fi o Bluetooth, oppure possono interagire con il vostro Router ADSL, per darvi la possibilità di sorvegliare l’impianto fotovoltaico dal vostro telefono cellulare anche quando non siete a casa. Con questi programmi potente anche fare statistiche o vedere grafici giornalieri, settimanali, mensili o annuali della produttività dell’impianto e talvolta anche dei vostri consumi elettrici.

 

6. Cavi Lunghissimi

Un errore che talvolta fanno le ditte che installano impianti fotovoltaici, è quello di farsi predere dal “panico da contatore” e fare tutto il possibile per collegare l’impianto fotovoltaico più vicini possivile al vostro vecchio contatore.

Questa scelta in realtà non è giustificata da nessun vincolo normativo né da nessuna guida tecnica. L’energia prodotta dall’inverter andrebbe “immessa” nella rete domestica nel punto più vicino possibile a dove viene consumata.

Tipicamente l’inverter viene collegato al quadro elettrico principale di casa : fare decine metri per collegare l’impianto fotovoltaico al contatore che talvolta è sulla recinzione, non ha nessun senso e aggiunge perdite per caduta di tensione dovute appunto alla lunghezza del cavo che dall’impianto fotovoltaico raggiunge il contatore.

 

7. Moduli con orientamenti o inclinazioni diverse

Un altro errore che talvolta si vede negli impianti fotovoltaici, è quello con i moduli installati con orientamenti diversi tra loro, seppure collegati alla stessa stringa.

Un elemento fondamentale per il buon funzionamento di un impianto fotovoltaico è di installare i moduli di una stringa in modo che tutti “prendano il sole” allo stesso identico modo. Stessa angolazione e stesso orientamento. Se alcuni moduli sono orientati in un modo ed altri sono orientati in modo diverso, si ripete la situazione che già abbiamo visto con gli impianti che hanno alcuni moduli al sole ed alcuni moduli in ombra : il modulo peggio esposto frena la produttività di tutti gli altri.

In pratica era meglio farne senza, l’impianto funzionava meglio.

In questi casi è opportuno suddividere l’impianto quantomeno in due sezioni, cioè in due stringhe, che poi devono essere collegate ciascuna ad un ingresso indipendente dell’inverter (detto MPPT). Se la situazione degli ombreggiamenti è molto complessa e richiede un ulteriore spezzettamento sarà necessario utilizzare degli ottimizzatori da applicare ad ogni singolo modulo fotovoltaico

 

8. Caminetti e fuliggine

Attenzione ad installare i moduli fotovoltaici nei pressi di comignoli utilizzati come scarico di caminetti a legna. La fuliggine può sporcare i moduli irrimediabilmente, o comunque potrebbe richiedere dei costi di pulizia annuali tali da inficiare la produttività dell’impianto fotovoltaico. Lo stesso discorso vale per i Collettori Solari Termici, anche se sono meno sensibili allo sporcamento di quanto lo sia il fotovoltaico.

 

9. Acqua di rubinetto per lavare i moduli

Qualche volonteroso ogni tanto si procura gli attrezzi classici per il lavaggio della macchina, spazzolone e pompa da giardino, e via sul tetto a lavare l’impianto.

Questa operazione in realtà può fare più danni di quanto si possa pensare, soprattutto se fatta ripetutamente. Moduli fotovoltaici, ma anche i Pannelli Solari, essendo esposti al sole fanno asciugare rapidamente l’acqua di rubinetto, tanto da lasciare sul vetro il calcare, riducendo l’efficacia del vostro impianto.

Ecco perché far lavare l’impianto fotovoltaico ha un certo costo (anche se modesto) : perché oltre a mettere la manodopera, le ditte specializzate hanno una apposita stazione portatile per la demineralizzazione/decalcificazione dell’acqua.

 

10. Attenzione ad improvvisarsi acrobati

Salire sul tetto per verificare lo stato dell’impianto fotovoltaico, non è da tutti. Se proprio dovete farlo, rassicuratevi prima di tutto di avere le attrezzature adatte come ad esempio imbraghi, funi, moschettoni, ecc (detti anche D.P.I. , i dispositivi di protezione individuali).

Rischiare la vita per controllare come mai la produzione è calata di qualche watt, proprio non vale la pena.

Piuttosto, rivolgetevi a chi per mestiere è equipaggiato per salire sui tetti.